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23 febbraio 2012
TRIANGOLO ABC: VOCI FUORI DAL CORO.
Dall'arrivo di Mario Monti, sulla stampa e la TV ufficiale è tutto un florilegio di apprezzamenti alla sobrietà del personaggio, alla sua signorilità, understatement, competenza, ecc..
Certo che Mister B. in confronto giganteggiava in cafonaggine, in incompetenza, in nanismo politico.
Ma siamo davvero sicuri che il Mario Monti condurrà l'Italia fuori dalle secche della crisi provocata dalla medesima scuola di pensiero e azione dalla quale egli stesso proviene?
Siamo sicuri che, alla fine, non ci ritroveremo, oltre che più poveri e privi di garanzie e tutele, anche con un'Italia che avrà cessato la propria sovranità economica, sociale, politica per cederla all'Unione Europea delle grandi lobbies finanziarie? E che alla fine del processo potremo ancora definirci una vera democrazia? E che la stessa Unione Europea non sia uno strumento nelle mani di èlites ancora più potenti e internazionali?
I dubbi cominciano, per fortuna, a serpeggiare tra l'opinione pubblica più avveduta e tra alcuni giornalisti ed economisti che si stanno mettendo deliberatamente fuori dal coro.
Stasera, cari amici blogghettari della nostra latitudine, voglio presentarvi, tra i tanti scovati in rete, due interventi interessanti.
Il primo è quello di una giovane economista che mette in discussione la legittimità (e gli obiettivi mascherati) del fondo europeo salva-stati (e, quindi, del "fiscal compact"... ricordate? ne abbiamo parlato nel post precedente...) per arrivare a conclusioni che fanno, giustamente, a pezzi il clima di unanimismo che si respira nel Paese, espresso in concreto dal triangolo contro-natura ABC (Alfano-Bersani-Casini).
Il secondo è il video di un free lance contro corrente, un buon giornalista d'inchiesta, che ci introduce nel vero mondo di Mario Monti: un ambiente che sta a cavallo tra le due sponde dell'Atlantico.
Buona visione.
| inviato da Frisbee il 23/2/2012 alle 20:37 | |
11 gennaio 2012
IERI TREMONTI, OGGI MONTI, DOMANI SOTTO I PONTI...
Cari amici blogghettari, in questo post parleremo di euro e dintorni. Argomento trito e ritrito, direte voi. Certo, se ne parla ormai da diversi mesi: cade o non cade, si esce o si rimane??? La questione, purtroppo, sembrerebbe scontata se non fosse drammatica. Proviamo a fare alcune considerazioni:
1) L’euro è un esperimento mal riuscito. Nella storia dell’umanità non pare che ci siano monete create dal nulla, senza avere prima alle spalle una nazione, o un’unione federale di stati, coesa e con un’unica politica economica, finanziaria e sociale.
2) Il fallimento politico dell’euro era pertanto nella logica delle cose: diciassette stati molto diversi tra loro, con deficit e debito a macchia di leopardo, produttività eterogenea, fiscalità disparate, ecc., non possono reggere un sistema monetario. Apparentemente, l’euro è ancora forte sui mercati internazionali dei cambi, ma è una “tigre di carta” che non spaventa nessuno. Anzi, l’euro viene tenuto artificiosamente su dalla necessità del dollaro di essere competitivo per le esportazioni USA: altrimenti, sarebbe già sotto la parità da un pezzo. La cosa accadrà quando il valore della moneta rispecchierà per davvero i “fondamentali” economici europei in costante ribasso: e non è detto che nell’anno non ci si arrivi… 3) Ma più che alla “moneta euro”, ora la crisi è legata al debito sovrano degli Stati che appartengono all’area della moneta unica e alla sua mancata condivisione attraverso una strategia unitaria (euro-bond, banca centrale come “prestatore di ultima istanza”, ecc.). E’ come se in una famiglia il marito non volesse farsi carico dei debiti contratti dalla moglie (e viceversa): è chiaro che la famiglia non può reggere. Così la moglie Merkel non vuole condividere una strategia comune per difendere dall’attacco dei debitori il caro congiunto Monti (e prima di lui l’ex marito Berlusca, distratto da ben altre chiappe…). E dire che il Mari o Monti fa sul serio: lacrime (di Miss Coccodrilla) e sangue di chi perde il lavoro, pur di compiacere la volpe Merkel e il gatto Sarkozy. Eppure lo “spread” (mi raccomando… con una spruzzata di seltz…) non scende. Anzi, più cercano di tirarlo giù, con tasse a tavoletta e prossime (inutili) liberalizzazioni, e più quello va su!!!
4) Ora, c’è da chiedersi: ma l’attacco speculativo all’Italia perché è arrivato in questo momento? Come mai, nessuno si è accorto prima che avevamo il 120% del debito sul PIL??? Eppure, il Giappone viaggia sul 200% e gli USA stanno al 144%!!!
5) L’Italia è, tra gli anelli deboli della catena europea (Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna), il più grosso. Se salta il Belpaese zompa tutta l’arrugginita catena della UE che, fra le altre manchevolezze, non ha una Banca centrale degna di questo nome (come ce l’hanno, invece, USA, Giappone e Inghilterra), in grado cioè di stampare moneta al bisogno. Ecco perché la speculazione internazionale l’ha presa di mira. Se si tiene l’Italia (e, quindi, la UE) sulla graticola, gli USA ne beneficiano a livello geopolitico: in questo modo riusciranno, in prospettiva, a spostare ingenti capitali d’investimento dall’Europa ad Oltreoceano. Devono solo aspettare che anche la Germania entri in difficoltà. Oggi, infatti, c’è la fuga dai BTP italiani mentre l’acquisto dei Bund tedeschi viene fatto anche con rendimenti prossimi allo zero. Ma se salta l’euro, tutti gli investitori correranno verso i T-Bond americani (che già godono di buona salute, nonostante i “fondamentali” degli USA non siano eccelsi…). I capitali servono agli USA per rimettere a posto le questioni geopolitiche e strategiche con la Cina. Infatti, il primato degli USA è già insidiato a livello globale dai cinesi e fra un po’ lo sarà anche dagli altri BRIC (Brasile, Russia e India). Poiché gli USA non intendono perdere il primato geopolitico, ne usciranno con un’altra guerra guerreggiata (cosa assai difficile finchè resta Obama, anche perché il livello di scontro potrebbe diventare pericolosamente globale) oppure con una guerra economica (già nei fatti) svuotando la capacità finanziaria della UE a loro vantaggio, per rafforzarsi sullo scacchiere internazionale.
6) La Merkel, al momento, crede di trovare grande giovamento dall’attuale situazione di debolezza italiana. Una debolezza che fra un po’ diventerà anche francese, mentre gli inglesi – i quali giocano di sponda da sempre con i cugini americani – si guardano bene dal condividere le sciagure dell’euro e osteggiano la Tobin tax, che andrebbe ad intaccare il grosso volume d’affari sviluppato dalla Borsa di Londra.
7) La Germania è l’unica nazione europea che ha tratto vantaggio dall’euro: le sue esportazioni sono molto cresciute all’interno dell’area della moneta unica a causa della forte produttività delle sue industrie e dell’impossibilità di stati tradizionalmente manifatturieri, come l’Italia, di svalutare per rendere competitive le proprie aziende. Infatti, il sistema euro è a cambi fissi, intoccabile, ed è di fatto basato sulla parità della vecchia lira con il vecchio marco tedesco. Nel 1992, quando ci fu un’altra grave crisi finanziaria, l’Italia fu costretta a svalutare: tuttavia, dopo mille sconquassi e misteri, alla fine la nostra economia riprese a correre sui mercati internazionali. Ora non è più possibile: tant’è che la piccola e media industria italiana è moribonda. Non possiamo competere con i cinesi per via dei costi, e ovviamente neppure con i tedeschi per il mancato ammodernamento tecnologico a causa della scarsità di capitali.
8) Ed è così che ci stiamo avvitando in una spirale perversa. L’Italia è da un lato stretta nella morsa della speculazione internazionale che chiede rendimenti sempre crescenti per finanziare il nostro debito (la qual cosa ci costringe in una rincorsa a contenere il deficit con manovre governative sempre più pesanti), dall’altra, proprio a causa dell’impossibilità di svalutare e di finanziare le aziende, sta cadendo sempre più in una dinamica depressiva.
9) La recessione aumenterà con il passare dei mesi. Monti si illude che liberalizzando le licenze dei tassisti, tenendo aperti i negozi notte e giorno, distribuendo sul territorio un numero maggiore di notai e di farmacie, si possa dare ossigeno all’economia. O meglio fa finta di illudersi, anche cercando i licenziamenti facili (e immorali) ad ogni costo. Sa benissimo che ben altre misure ci vogliono: credito alle piccole e medie imprese a tassi accessibili, innovazione tecnologica, ricerca di base e applicata, strategie per l’export, incentivi concreti e tangibili alle nuove assunzioni, produzioni nel settore delle energie rinnovabili.
10) Il credito è l’altra variabile impazzita. Con la fuga dall’area euro dei capitali e con l’assenza di una politica di quantitative easing (cioè di emissione di nuova moneta) della BCE, le banche non hanno liquidità e, quindi, non prestano denaro alle imprese se non a costi proibitivi e con la pretesa di garanzie sempre più vincolanti. Si è arrivati all’assurdo che le banche preferiscono prendere a prestito denaro dalla BCE all’1% di interesse, e ridepositarlo presso la stessa BCE a 24 ore (“overnight”) al tasso del 2%, pur di non prestarlo agli imprenditori e alle altre banche per timore di non rientrare poi dal credito elargito. Così si arriva in breve alla paralisi della liquidità e, quindi, dell’economia.
11) L’ultima mazzata che sta per arrivarci sul capo si chiama “fiscal compact”. Un nome che sa di un nuovo aggeggio elettronico… in realtà si tratta delle nuove regole di bilancio che, a breve, la Merkel imporrà agli altri stati della UE sulla base dell’accordo raggiunto nel vertice di inizio dicembre 2011 (unico a dire no fu l’inglese Cameron). In poche parole, pena multe salatissime, si punta alla riduzione drastica del rapporto tra debito pubblico e Pil. In sostanza, gli Stati con un rapporto debito/Pil superiore al 60% dovranno ridurlo ogni anno di 1/20 fino a scendere al di sotto del 60%. Quindi, noi che siamo al 120% dovremmo ridurre il debito del 3% all’anno: cioè si dovrebbero fare manovre di tagli da 50 miliardi annui!!! La miseria colpirebbe anche il ceto medio. Monti lo sa bene, ecco perché ha iniziato a fare la “madonna pellegrina” in giro per l’Europa: tenta di convincere il gatto e la volpe ad addolcire l’amara pillola…
12) Non sappiamo se Monti ci riuscirà: in queste ore è in Germania a colloquio con frau Merkel. Sarà molto difficile comunque sfuggire alla logica dei tedeschi: che ci vogliono tenere sotto lo schiaffo di manovre depressive continue per costringerci, in prospettiva, a diventare un mercato di produzione per il loro indotto con salari a bassissimo costo, al fine di puntare all’esportazione verso i mercati emergenti con costi competitivi.
13) Ma non solo: poiché manovre così pesanti sono impossibili da reggere solo con tagli e tasse, saremmo costretti a svendere quel po’ di patrimonio industriale di stato che, in parte, ci è rimasto: Eni, Enel, Finmeccanica. E’ quello che per davvero stanno aspettando i marpioni dell’establishment finanziario anglosassone: ripetere (questa volta con la “soluzione finale”) l’attacco alla nostra industria per un tozzo di pane. Nel 1992 (anno infausto che iniziò la svendita delle nostre partecipazioni statali a prezzi stracciati, a causa della svalutazione della lira provocata da un grosso speculatore americano, spalleggiato da poteri occulti) la strategia fu decisa a bordo del panfilo della real casa inglese “Britannia”, alla presenza di alcuni grossi politici e alti dirigenti italiani (taluni ancora in auge e in posizioni eminentissime) e di decine di rappresentanti della finanza anglo-americana.
14) La Germania, tuttavia, si illude: se non cambia la sua logica, la recessione si estenderà a tutta l’Europa, quindi il tradizionale mercato europeo di sbocco non riuscirà ad assorbire i prodotti teutonici e, comunque, per i tedeschi sarà molto difficile competere con i cinesi sui mercati emergenti. A trarre beneficio dalla crisi economica europea saranno gli inglesi e, soprattutto, gli americani quando ripartirà l'economia USA dopo le elezioni presidenziali del prossimo novembre, con il previsto ritorno dei repubblicani alla Casa Bianca, foraggiati dal complesso militare-industriale e finanziario.
Come finirà veramente??? Non lo sappiamo. Il work è in progress da parte delle forze transnazionali governative, economiche e finanziarie globalizzate e, comunque, non è un lavoro che potrà portare benefici ai ceti medi e popolari. Sono all’opera interessi molto potenti. Scordatevi l’Europa dei popoli e amenità simili raccontate nelle scuole durante l’ora di educazione civica.
Questa è l’Europa dei grandi banchieri, delle concentrazioni di capitale monopolistico e oligopolistico, dei mega-burocrati che hanno fatto carriera nelle banche d’affari anglosassoni, della “democrazia sospesa” in Grecia e in Italia, di un grande sogno tradito e tradotto in una squallida e pericolosa realtà gestita da occulti burattinai che mirano soltanto al denaro e al potere, non certo al "bene comune".
Bisogna diffondere informazione e consapevolezza. Bisogna vigilare ed essere pronti. Tutto può accadere.
| inviato da Frisbee il 11/1/2012 alle 13:28 | |
5 gennaio 2012
DEI MONTI E DELLE VALLI.
Beh, allora cominciamo. Sperando che qualcuno, nella molablogosfera, sia ancora superstite...
Dicevo che avremmo discusso di alcuni temi fondamentali che, da qualche tempo, stanno cambiando la nostra vita.
Per ora non parlerò del paesello: la sbornia dei fondi Urban (che poteva essere strategica per il suo sviluppo) è passata senza lasciare traccia e ora i compaeselli (a cominciare dai loro amministratori) sono adagiati in un tranquillo ronf-ronf nelle braccia di Morfeo. Si sveglieranno dal torpore alla fine del 2014 (manca ancora parecchio...) alla vigilia delle prossime elezioni comunali. Fino ad allora assisteremo a poche novità: tanto l'opposizione di centro-sinistra vive ancora con la testa voltata all'indietro e i suoi uomini sono di vecchio conio e di antichissima mentalità baronale...
Tratterò invece delle questioni di più ampio respiro. "Cose gravi", avrebbe detto B. Croce, intendendo questioni di una certa rilevanza. Certo non ho nessuna pretesa di autorevolezza (e come potrei?), però credo che un bel dibattito su faccende che stanno condizionando la nostra vita sia necessario.
Dunque, nelle mie ricerche alla buona di quest'ultimo periodo mi sono fatto alcune modestissime e contestabilissime convinzioni, che proverò a tradurre in maniera schematica per non essere troppo prolisso:
1) Berlusconi "se n'è ghiuto". E' un dato di fatto e da tanti (me compreso) da sempre auspicato. Tuttavia, non convincono le modalità. Certo non si è fatto da parte per "senso di responsabilità" (come vuol far credere). Quando lo spread è arrivato a quota 575, Napolitano ha messo in moto un'operazione a lungo studiata. Lo ha chiamato al Quirinale e gli ha detto che Obama, la Merkel e Sarkozy non avrebbero più supportato l'Italia nella tempesta finanziaria che si era scatenata se lui avesse continuato a sedere a Palazzo Chigi. E la Merkel ci aveva messo il carico da undici con la sua telefonata a re Giorgio, come il Wall Street Journal ci ha deliziato.
2) Sicuramente c'è stata una trattativa. Il Berlusca non è uomo da cedere le armi così facilmente: senz'altro ha ottenuto delle contropartite. In quei giorni le sue aziende erano sotto attacco in Borsa con perdite vertiginose: avrà ricevuto garanzie che gli attacchi sarebbero cessati (e, infatti, così è stato). Inoltre, qualcosa sui suoi processi deve pure essersi detto... (e da un po' di tempo... è calma piatta su quel versante). Infine, c'è il gioco della Presidenza della Repubblica nel 2013, quando re Giorgio andrà finalmente in pensione: Silvio per ora sembra essere fuori gioco (visto le sue mattane pecorecce...), però in un annetto può rifarsi una verginità. Tenuto conto che alle elezioni politiche si presenterà come "agnelluccio" senza peccato e che vanterà di non essere mai stato sfiduciato dalle Camere. La seconda opzione (che potrebbe trovare d'accordo anche il PD) sarebbe il fido Letta sulla poltrona del Colle più alto: forse è questo il vero accordo con Napolitano. Ma, come diceva Lucio, "lo scopriremo vivendo".
3) Andato via il Berlusca, re Giorgio ha nominato seduta stante Mari o Monti. Era il candidato designato di Confindustria (notato che la Marcegaglia non strepita più, e nè si attorciglia nervosamente con le dita la fulva chioma?), della BCE, del FMI, dei megaburocrati della UE. Insomma, dei cosiddetti "poteri forti". Immediatamente (tanto era già pronta nel cassetto da tempo), è scattata la manovra "lacrime e sangue". Le lacrime, quelle da coccodrillo della Fornero. Il sangue, quello vero, di disoccupati e piccoli imprenditori che continuano a suicidarsi ad un ritmo preoccupante: la mancanza di lavoro e il fallimento delle aziende non sono una asettica curva su un grafico, ma carne viva che certo non duole a chi scia e sciala a Cortina...
4) Il golpe politico-finanziario, con la "democrazia sospesa" di questi ultimi mesi, è andato a segno. Le Camere sono ormai un simulacro che vota su ordine di Mari o Monti (con l'agenda dettata da Napolitano-UE-BCE-FMI) qualsiasi cosa. E, infatti, nel giro di 15 giorni è passata l'ennesima contro-riforma delle pensioni: nell'arco di due anni, il governo ha manomesso ben tre volte il regime previdenziale e, questa volta, lo ha fatto in maniera selvaggia, a colpi di machete. E noi zitti e mosca! Tra qualche anno si andrà in pensione a 70 anni e, con il cosiddetto (e artefatto) aumento dell'aspettativa di vita media, quella soglia è anch'essa destinata ad essere superata. Una follia!
5) Pensare che le aziende possano tenere alla catena di montaggio (ma anche negli uffici) gente sulla soglia dei settant'anni è privo di senso. Continueranno a liberarsene (ancora più facilmente, con le nuove leggi che già si profilano per la gioia di Ichino e gli altri neo-liberisti del PD) allo scoccare dei 50-55 anni per scaricarne i costi sulla collettività (se ancora ci saranno soldi pubblici da spendere in ammortizzatori sociali), oppure se ne fregheranno altamente, lasciando in mezzo alla strada gente non più appetibile per il mercato del lavoro. Il dramma dei suicidi purtroppo aumenterà. Chi non potrà licenziare (enti pubblici) si terrà gente demotivata, stanca e poco produttiva e, ovviamente, non potrà assumere i giovani. Le aziende che invece sostituiranno i "vecchietti" lasciati proditoriamente a casa, senza stipendio e senza pensione, lo faranno con giovani tenuti sotto la spada di Damocle di contratti apparentemente a tempo indeterminato, ma in realtà risolvibili ad horas per meri motivi economici (senza giusta causa). E' questo il progetto Monti-Fornero al quale Ichino e gli altri daranno una sensibile mano affinchè passi alle Camere nel giro di un mesetto.
Per ora, mi fermo qui. Nel prossimo post parleremo di euro, di spread (che continua a rimanere oltre la soglia di 500 punti, nonostante le virtù taumaturgiche di Mari o Monti...), di liberalizzazioni e di geo-politica.
Molablogosfera, se ci sei batti un colpo ... e se vuoi lascia qualche commento...
| inviato da Frisbee il 5/1/2012 alle 21:2 | |
3 gennaio 2012
MAYA E MONTI.
Cari amici blogghettari della nostra latitudine, improvvisamente mi accorgo che un altro anno è passato e che non scrivo più sul vostro affezionatissimo blog dall'11 novembre scorso... Un tempo infinito!
E sì che di cose ne sono successe... Poche in verità al paesello, ma tante, fin troppe, in giro per il Belpaese e per il globo intero.
E' che mi sono dedicato a seguire vicende più grandi di me, sicuramente. E a cercare di capire. Non so se sono venuto a capo di qualcosa, però ho pensato che pian piano distillerò qualcosa dei miei approfondimenti (almeno di quello che ho capito...) per farvene partecipi e, magari, discuterne con voi.
Vi dico subito che il mio sguardo è stato rivolto in particolare alla crisi economica dell'area euro, con tutti gli sconvolgimenti politici e sociali che ne stanno derivando e che sono ancora in itinere. Bella scoperta, direte voi! Non è mica una novità... aggiungerete.
Lo so, lo so. Però, i nostri destini individuali e collettivi passano per questo incerto divenire. E fare finta di nulla, o peggio illudersi che non stia succedendo niente, non è un buon viatico per il nuovo anno che si è appena aperto. Anche noi del paesello siamo chiamati a prenderne consapevolezza e a capire che pure la nostra latitudine non sarà esente da sconquassi.
Intanto, in attesa che io possa imbastire un canovaccio sul quale costruire i miei prossimi post, vi anticipo lo spirito dei tempi....
| inviato da Frisbee il 3/1/2012 alle 21:3 | |
11 novembre 2011
IL GOLPE FINANZIARIO DI MARI&MONTI.
Sono ore cruciali per il Belpaese. Il clown Berlusca ha ceduto le armi non per amor di Patria, ma perchè le azioni Mediaset e tutta la sua galassia finanziaria (Mediolanum, ecc.) stavano franando vistosamente sotto l'attacco speculativo generale lanciato dai poteri forti internazionali.
I figli Marina e Piersilvio e Confalonieri lo hanno richiamato all'ordine: perdiamo milioni di euro, finiscila con il giocattolo della politica sennò qua ci roviniamo per sempre. E il Berlusca ha obbedito: deve solo scegliere il villone all'estero nel quale passare il resto dei suoi giorni allietato dalle sue "ol(r)gettine".
Sgombrato il campo da mister B., senza colpi di coda da caimano (anche se è bene attendere eventuali ripensamenti dell'ultim'ora, sempre possibili, in funzione dei suoi veri interessi), ora il gioco si fa ancora più duro e pericoloso.
La gran parte degli italioti non si è ancora resa conto che stiamo per cadere dalla padella nella classica brace. E saranno augelli per diabetici per tutti, soprattutto per lavoratori, pensionati, disoccupati, cassintegrati. Insomma, per i soliti fessi che pagheranno il conto per i soliti dritti e ricchi.
La soluzione Mari&Monti è quanto di più lontano possa esserci dalla democrazia. La carta costituzionale sta per finire nei cessi di Montecitterio e Palazzo Madamalamarchesa, con grande giubilo dei vari Bersani, Bindi, Letta, Franceschini e ovviamente di Casini, Buttiglione, Fini, Rutelli mentre il PDL attende l'ordine del rompete le righe e si spaccherà come un'anguria strafatta, che crolla sul pavimento della bassa cucina della politica, con la polpa e i semi che voleranno in ogni direzione.
Tutti insieme più o meno appassionatamente si apprestano a votare per il nuovo premier Mari&Monti in versione agenzia last minute. I peones non sanno cosa stanno per fiduciare, ma i capibastone (i D'alema, i Casini, i Fini, ecc.) lo sanno benissimo e gli va bene così. Come pure alla grande stampa di Repubblica e Corriere della Sera: i megafoni di Confindustria e di chi tiene i cordoni della borsa.
Mari&Monti è l'espressione più vera dei poteri forti, che dico, fortissimi: che da decenni portano avanti un disegno ben preciso. La globalizzazione e la finanziarizzazione dell'economia internazionale e lo svuotamento dei poteri nazionali e democratici dei singoli Stati. Tutto per dare vita ad una concentrazione del potere del denaro e dei governi nelle mani di poche e ben selezionate oligarchie, attraverso l'FMI e la struttura verticistica dell'Unione europea con la moneta unica e la BCE: l'esproprio della sovranità nazionale in cambio di disoccupazione e povertà crescenti ne sono la conseguenza più immediata.
L'attacco speculativo alla Grecia è stato soltanto un assaggio e un test. Riuscito il quale si è passati ad affondare il coltello nel corpaccione molle e ricco dell'Italia: dove c'è polpa e sugo in abbondanza. Grandi aziende come Eni, Enel, Finmeccanica da privatizzare e da dare in regalia a prezzi stracciati alla finanza internazionale che si muove tra Londra e New York; svuotamento dello Stato sociale con l'allungamento dell'età pensionabile fino all'età del catetere e del pannolone, la drastica riduzione della spesa per disabili e famiglie in difficoltà, i licenziamenti facili, il precariato a vita.
Su tutto vigila la troika BCE-UE-FMI che, non fidandosi più del senescente-concupiscente- barzellettaro, ha scelto il Mari&Monti quale unica garanzia di un potere ligio all'osservanza, senza tentennamenti, dell'esproprio di sovranità nazionale - decisa sulla direttrice a zig-zag, e lastricata di euro-dollari, Bruxelles-Strasburgo-Parigi-Berlino-Londra-New York-Washington -, ai danni del popolo italiano.
Vi consiglio una istruttiva lettura sul chi è di Mari&Monti: se non lo sapete già, scoprirete che il "salvatore della Patria", omaggiato da re Giorgio del laticlavio in tempo reale (più veloce del neutrino), è l'espressione più autentica del capitalismo finanziario internazionale e dei suoi circoli para-politici (Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg, Trilateral Commission) sul quale pesa, più che l'ombra, la quasi certezza del calcolato attacco speculativo all'Italia. Era già tutto previsto e programmato. E non da oggi.
Prepariamoci ad una lunga, vera e duratura dittatura politica-finanziaria-legislativa dei veri poteri forti sovranazionali. Finora con Berlusconi hanno scherzato. Ora si fa sul serio.
| inviato da Frisbee il 11/11/2011 alle 12:33 | |
24 settembre 2011
UN UNICO NEURONE SI AGGIRA NEL TUNNEL GELMINI...
Il tunnel, appositamente costruito in quattro e quattr'otto per consentire alla Gelmini di emettere il suo formidabile comunicato stampa, sembra che viaggi deserto.
Al momento vi si aggira un solo neurone, quello della Gelmini.
I neutrini, invece, come è giusto che sia, sanno che strada prendere, tra il Cern e il Gran Sasso, senza aspettare i tempi della Salerno-Reggio Calabria, nè tantomeno le non credibili precisazioni della Beata Ignoranza, che smentiscono l'esistenza ... della lingua italiana.
| inviato da Frisbee il 24/9/2011 alle 18:59 | |
21 settembre 2011
MONUMENTO ALLA MATER IGNOTA.
Cari amici bloghettari, sapete bene come dal latino mater ignota sia derivato il più prosaico termine romanesco.
Ebbene una cotanta figlia (purtroppo) della nostra latitudine, ha dichiarato papale papale che per fare soldi e avere successo "ti devi vendere la madre", pure se ... ignota.
L'intervista che da giorni sta circolando in rete è figlia (ben nota, in questo caso) dei tempi bastardi e tristi in cui siamo costretti a vivere. Una volta certi ragionamenti venivano subito bollati come frutto di menti traviate, oggi assumono dignità di stampa.
E' che il Grande Corruttore, l'uomo che sta dietro lo sportello e ha la fila di 11 fanciulle ma riesce a sbrigare la "pratica" solo per otto, ha inquinato a tal punto i cervelli e le coscienze degli italiani da consentire alla Terry di turno di dire impunemente che "se sei racchia e fai schifo devi stare a casa", e "se sei pecora rimani a casa con 2.000 euro, ma se vuoi guadagnare 20.000 euro al mese ti devi mettere sul campo e vendere tua madre. Insomma quando sei onesto non fai un grande business, se vuoi andare in alto devi calpestare i cadaveri. E' la legge del mercato".
Una legge che pesa pure il cliente che hai di fronte: insomma, "se vai dall'Imperatore ti devi mettere minimo minimo un abito di Prada e un collier importante, se vai da Frisullo ti metti la collanina del cinese".
E con questo pure la sinistra stracciona, e che vuol fare cose che non sono alla sua altezza, è servita. E' chiaro che la Terry se deve scegliere tra il puttaniere originale (il Berlusca, ça va sans dire) e la fotocopia sbiadita del Frisullo di turno, non ha dubbi.
Che dire cari amici... Le figlie di mater ignota ci sono sempre state, fin dai tempi di Adamo. Ma oggi è diverso. C'è stata una mutazione antropologica che consente a queste figliole di salire in cattedra e di impartire con tono ammiccante e professorale lezioni di morale e di vita.
Capito??? Siamo noi che abbiamo sbagliato tutto!!! Lo studio, il diploma, la laurea, il lavoro onesto e coscienzioso, i sacrifici, la famiglia, il tirare su i figli con un codice etico, l'impegno sociale, il volontariato, la solidarietà, il rispetto verso gli altri.... Siamo pecore da 2.000 euro al mese (chi più, chi meno).
E c'è sempre un lupo in riva al fiume che cerca un pretesto per sbranarsi la pecora. Però, sia mai che un giorno milioni di pecore si sveglino incazzate e mettano gli artigli.
Cara Terry, se arriva quel giorno ti consiglio di prendere il primo aereo (biglietto di sola andata) con i tuoi amici lupi, leoni e lenoni, perchè le pecore non faranno prigionieri.
| inviato da Frisbee il 21/9/2011 alle 11:47 | |
31 agosto 2011
I CERVELLONI.
Sacconi, Calderoli, Tremonti, zio Silvio, il Bossi fratturato.
Tutti insieme appassionatamente, in sette ore di vertice, nella villona del Berlusca, hanno partorito una manovra-bis da premi Nobel dell'economia.
Via il contributo di solidarietà sui redditi al di sopra dei 90.000 euro, perchè poverini, non si tartassa il "ceto medio" (a dichiarare questa cifra è solo lo 0,8% degli italiani.... minkia il "ceto medio"...). E avanti con la sterilizzazione dei contributi per il militare e la laurea ai fini della pensione di anzianità...
Una genialata partorita da grandi cervelli, gente da studiare attentamente nelle sinapsi e nelle pieghe della corposa materia grigia...
Tanto geniale che, meno di 24 ore dopo, è già stata ritirata per la protesta generalizzata che è montata sul web, tra i sindacati e le varie categorie di lavoratori.
Insomma, l'ennesima porcata frutto non si sa se di totale coglionaggine o anche di calcolo furbesco, per tastare il terreno e dare in un momento successivo la mazzata definitiva a quanti sono sempre sulla soglia della pensione e mai ci possono andare, per le continue e snervanti modifiche che, ogni tot mesi, spostano il traguardo sempre un metro più in là.
Ho passato un po' di tempo a navigare sui siti dei giornali più accorsati: Corriere della Sera e Repubblica. I commenti alla genialata sono più che indignati: furenti, incazzatissimi, corrosivi. Perfino sul confindustriale Il Sole 24 ore, i lettori si sono scatenati.
Ormai siamo alle comiche finali di un governo nel pallone, nel caos e nell'improvvisazione totale. Tutto perchè non si ha voglia di far mettere mano al portafoglio degli straricchi di questo povero vascello "in gran tempesta".
Perfino il Bersani, con le sue battute da bar dello sport, diceva che il contributo di solidarietà avrebbe tartassato i ... "ceti medi" ... Non parliamo poi dei sindacalisti all'acqua di rose (ogni commento ulteriore potrebbe violare il codice...) Angeletti e Bonanni.
Al momento l'unica voce vera e convincente è venuta dalla Susanna Camusso, che ha definito la tentata truffa di Stato sui contributi da riscatto laurea e militare un "golpe" in danno dei lavoratori.
Stiamo a vedere come evolve la situazione, perchè questi cervelloni sono in grado di partorire ancora porcate peggiori...
Certo è che la tentazione di fuggire dall'Italia si va sempre più diffondendo tra giovani, ma anche tra i meno verdi di età.
| inviato da Frisbee il 31/8/2011 alle 18:20 | |
11 agosto 2011
DA TROTA AD "ALLIEVO".
Il Trota si trasforma in "allievo"...
Per chi non vive alla nostra latitudine, l'allievo è la seppiolina bianca e tenera che da queste parti si consuma fritta ma più spesso cruda, spremendoci su un po' di limone bello fresco.
Insomma, Renzo Bossi passa da una specie ittica di fiume ad una di mare, complice il CEPU.
L'allievo viene addirittura servito a domicilio, non deve neanche recarsi al ristorante...
Tutto "agratis", of course.
| inviato da Frisbee il 11/8/2011 alle 13:18 | |
25 luglio 2011
FELTRI E I RAGAZZI DI OSLO. MA NON SOLO.
Dopo aver attribuito - senza se e senza ma - la folle e criminale strage di Oslo ai fondamentalisti islamici , il Giornale e Libero sono stati costretti ad una precipitosa marcia indietro di fronte alla mostruosa evidenza dei fatti.
Un killer bianco, fondamentalista cristiano, razzista e imbevuto di un'ideologia di estrema destra non rientrava nei loro piani editoriali.
Tuttavia, Feltri ha avuto il coraggio di pubblicare un editoriale di una vergogna inaudita, colpevolizzando le vittime, incapaci - a suo dire - di reagire perchè egoiste e racchiuse nel proprio particolare.
Che dire di questo "giornalaio" pantofolaio, sempre sprezzante contro tutto e tutti tranne che nei confronti del Suo Signor Padrone???
Oggi dobbiamo sentirci tutti norvegesi, cittadini di Oslo e giovani laburisti. Una società aperta, libera, multiculturale, dotata di ampie garanzie sociali e che non lascia mai indietro nessuno è stata vilmente attaccata proprio nel suo cuore: quei giovani progressisti impegnati in politica, radunati pacificamente a discutere e a stare insieme.
E' questo quello che non va giù ai razzisti, agli xenofobi, ai nazisti e fascisti di tutte le risme. Che ora si travestono anche da Cavalieri Templari in un delirio medioevale e da Chiesa dell'Inquisizione.
Attenzione, perchè dietro la follia del mostro di Oslo si nascondono organizzazioni politiche estremiste pericolose. Come pure esistono gruppi oltranzisti cattolici portatori di visioni fuori dal tempo e dallo spazio.
E anche nel paesello, qui e là, ogni tanto se ne avverte l'eco. Niente a che vedere con teorie e pratiche sanguinarie, per carità, ma che portano quel sigillo di intolleranza, di integralismo che giunge fino ad attribuire il terremoto in Giappone ad una punizione divina...
| inviato da Frisbee il 25/7/2011 alle 11:37 | |
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